affari di famiglia brancher

MARCIO “…. il mio compagno di squadra…”

“Il gol di sabato è un momento da ricordare per tutta la vita…”   Così si possono riassumere parte delle emozioni vissute sabato sul parquet del palaTezze di Arzignano tra Marcio Brancher e Joao Victor Brancher, compagni di squadra tra le fila del Real  Futsal Arzignano ma soprattutto ” padre e figlio” impegnati nella prima giornata del campionato nazionale di serie A2.


joao e marcio


Marcio e Joao si erano già affrontati nel gennaio del 2010 nel massimo campionato nazionale ma da “avversari” nel rispettivo ruolo di capitani, il primo vestendo i colori bianconeri della Marca Trevigiana e il secondo quelli biancorossi dell’Arzignano.

Sabato però hanno indossato la stessa maglia e per il duo di famiglia Brancher la soddisfazione è stata maggiore quando Joao, su assist di Marcio ha messo a segno al terzo minuto della ripresa la rete del vantaggio arzignanese.


 

 

 


Queste le dichiarazioni rilasciate da Joao e Marcio nell’intervista rilasciata sul sito della società arzignanese :

Joao-Brancher-228x300Il gol di sabato è un momento da ricordare per tutta la vita – spiega Joao – quando abbiamo preso la punizione ho guardato mio papà e gli ho detto di mettersi in una certa punizione, sapevo che mi avrebbe ascoltato perché più volte quando giocavo in C1 mi ha visto tentare quel tiro, mi sentivo di poterla fare. Da compagno di squadra mi ha dato fiducia e poi abbiamo visto tutti cos’è successo”.

L’urlo e poi l’abbraccio, raccontaci quei momenti.

Dopo il gol capisci ben poco, mi sono girato per andare ad abbracciare qualcuno e destino vuole che trovassi mio papà. Li davvero non ho capito più niente, gli sono saltato addosso e gli ho dato un bacio perché lui per me è tutto. Momenti unici con l’emozione alle stelle”.


 

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Momento unico anche per capitano che a 50 anni di emozioni ne ha vissute di tutti i tipi in giro per il mondo del calcio a 5. Dal mondiale agli scudetti, passando per vittorie epiche e sconfitte dolorose, ma giocare con o contro un figlio non è cosa di tutti i giorni: “Quel derby da capitani contro rimarrà nella storia della nostra famiglia e non solo, poi siamo stati assieme in serie B ma era giovane e trovava poco spazio. Adesso il ragazzo è cresciuto e maturato molto, si è fatto le ossa in serie C e ha dimostrato di aver tanta voglia di dire la sua anche in un torneo come la serie A2”.

Ma adesso il Capitano può anche smettere di giocare?

Mi sono sempre ripromesso che avrei voluto giocare ancora con mio figlio, sabato è successo qualcosa di straordinario ma la voglia è ancora tanta e spero di giocare ancora molto assieme a Joao. Adesso però lo chiamiamo “lu girellu” riprendendo la punizione che faceva in passato un ex biancorosso come Luciano Antonelli. In spogliatoio per fortuna le risate e la simpatia non manca mai”.


Ora a mancare è il prossimo record da provare a scrivere, padre e figlio in gol nella stessa partita, nel futsal dei grandi è un’altra storia da scrivere.


 

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